ITINERARIO RELIGIOSO E SPIRITUALE

Successo di partecipazione ad Integratour, il ciclo di workshop dedicato alle nuove tendenze del Turismo!
20 Luglio 2017
ITINERARIO DELLA LAGUNA E DELLE SALINE
4 Agosto 2017

Santuario dell’Incoronata

Situato nel Tavoliere, a pochi km da Foggia, la Basilica Santuario “Madre di Dio Incoronata”, meta storica di pellegrinaggi ed espressione della devozione popolare.  Il bosco omonimo lo protegge dal caldo estivo e conferisce un’ atmosfera di raccoglimento e di spiritualità.

La tradizione narra che la Beata Vergine Maria Incoronata apparve all’alba dell’ultimo sabato di aprile del 1001, su una grande quercia, ad un signore che si trovava a caccia nel bosco del fiume Cervaro e gli mostrò la Statua, chiedendo che venisse posta in venerazione in un’apposita chiesa da costruire sul luogo dell’apparizione, assicurando che sarebbe stata larga di grazia verso chiunque l’avesse pregata davanti a quel Simulacro; sopraggiunse un contadino, detto Strazzacappa, che appese ad un ramo della quercia la sua caldarella trasformata, con un po’ di olio, in rustica lampada.

Fu costruita, così, la prima chiesa che l’affluenza numerosa di pellegrini e le tante grazie concesse per l’intercessione della Madonna, fecero rapidamente cambiare in un tempio, con annesso convento ed opere di carità.

Santuario della Madonna di Stignano

Posto sull’antica Via Francigena, il Convento di Stignano rappresenta la porta settentrionale del Gargano dei santuari, in un’ampia valle che si apre a nord ovest sulla sconfinata pianura del Tavoliere. Un’antica leggenda narra che San Francesco d’Assisi, nel 1216, passando per la valle di Stignano diretto alla Grotta dell’Arcangelo Michele, sia rimasto estasiato per l’amenità del luogo, per la sua luce, per la maestosità delle montagne verdi e severe, per la feracità del suolo, il profumo dell’aria, i colori dei fiori.

Stignano è il luogo da cui il pellegrino incomincia il suo vero cammino penitenziale fatto di sofferenza, ma anche di intensa gioia.

La leggenda dice che Leonardo di Falco, povero e cieco, originario di Castel Pagano, nelle sue peregrinazioni di mendicante un giorno s’addormentò sotto una quercia. Gli apparve la Vergine Santissima che gli indicava, poggiata sui rami di un albero, una statua raffigurante la Madre di Dio col Bambino. Il cieco, riacquistata la vista, raccontò tutto ai sacerdoti di Castel Pagano, i quali, in processione, vennero a rilevare la sacra immagine. Sul luogo venne costruita una cappelletta, divenuta subito meta di pellegrinaggi.

Abbazia di Santa Maria di Pulsano

Su un vasto altopiano, a circa 8 km da monte Sant’Angelo, si distinguono i ruderi di Santa Maria di Pulsano, complesso monastico situato nel cuore del Gargano, edificato nel 591 sui resti di un antico tempio oracolare pagano dedicato a Calcante dai monaci dell’Ordine di Sant’Equizio.

Per molti anni l’intero complesso, di proprietà privata, versò in stato di abbandono e, sebbene sia stato gravemente deturpato la sua tipologia originaria, ancora si distinguono le robuste mura e l’elegante ingresso del Convento, costituito da un portale finemente decorato con motivi vegetali.

Una volta oltrepassato l’ingresso, si giunge ad un corridoio che conduce ad un secondo arco, ove la facciata della Chiesa è divisa da una bella cornice trasversale sotto la quale si apre l’ampio portale a tutto sesto.

Nell’interno, a navata unica, sono degni di nota la copertura a botte, il preziosissimo architrave che sormonta la porta di comunicazione con i locali del Monastero, la zona absidale nella roccia e l’altare settecentesco, impreziosito (prima del furto sacrilego, avvenuto nel 1966) dalla tavola della Vergine di Pulsano, opera di quella scuola bizantino-italiana, detta dei “Ritardati”, fiorita in Puglia nei secoli XII e XIII.

 

Basilica di San Michele Arcangelo

Sulla sommità di Monte Sant’Angelo, a 800 metri di altezza si trova il santuario di San Michele Arcangelo, meta di pellegrinaggio da oltre quindici secoli e ancora oggi luogo di culto e di preghiera. Quasi sospeso tra cielo e terra, con vista sul golfo di Manfredonia, sorge questo sacro complesso rupestre che nasconde la sua maestosità all’interno e nelle parti sotterranee, lasciando incantato il visitatore.

Si tratta di uno dei luoghi sacri all’Arcangelo più celebri al mondo, incastonato sul tracciato dell’antica Via Sacra Langobardorum. Sorge su un’altura, circondato dal tipico paesaggio impervio e verdeggiante del Gargano, dove la candida facciata accoglie i pellegrini con due grandi arcate, sovrastate da una nicchia con la statua di San Michele. L’origine del Santuario si colloca tra la fine del V e l’inizio del VI secolo quando l’iniziativa dell’allora vescovo di Siponto, Lorenzo Maiorano, di adoperarsi per estirpare il culto pagano tra gli abitanti del Gargano, fu accompagnata da fatti miracolosi che diedero origine al culto dell’Arcangelo Michele sul promontorio pugliese. Esso è legato alla memoria di tre apparizioni seguite, poi, da una quarta avvenuta a distanza di molti secoli.

 

Santa Maria delle Grazie e tomba di San Pio

La chiesa di Santa Maria delle Grazie con il convento annesso è oggi universalmente conosciuto per essere stato il luogo dove dimorò, dal 1916, Padre Pio da Pietrelcina fino alla sua morte.

La chiesa è stata progettata da Giuseppe Gentile e nel 1959 è stata già inaugurata con lo stesso nome della chiesa Antica Santa Maria delle Grazie. Scendendo sotto della chiesa di Santa Maria delle Grazie si può far visita alla Tomba di Padre Pio, nonché a ricordi, foto e oggetti personali del famoso frate, ed al coro della chiesetta antica che è il luogo dove ricevette le stimmate. Inoltre nella cripta c’erano fino il 2010 le spoglie del Santo che oggi si trovano già nella nuova Chiesa di San Pio, ma qui ancora oggi si conserva il blocco di marmo a forma di sarcofago e tanti altri ricordi legati al luogo che per oltre quarant’anni ha conservato il corpo di San Pio.

 

Santuario di Valleverde

A pochi passi dal Comune di Bovino sorge il Santuario di Valleverde, uno dei più grandi santuari mariani della Puglia, insieme al Santuario dell’Incoronata di Foggia.

L’origine del Santuario è legata all’apparizione della Vergine al cospetto di un boscaiolo nel 1265: la Madonna lo esortò a erigere nel bosco una chiesa in suo onore, intitolandola a Santa Maria di Valverde, località spagnola ove la chiesa eretta in onore di Maria era stata abbandonata. Il santuario vanta una delle più eleganti statue lignee del XIII sec. raffiguranti la Vergine. Riportata all’antico splendore da un lungo restauro, è l’unica scolpita già con la corona in testa.

 

 

Abbazia di San Leonardo e Basilica di Santa Maria di Siponto

A circa 10 chilometri da Manfredonia, sorge la suggestiva Abbazia di San Leonardo in Lama Volara, un antico insediamento romano e, in seguito, bizantino.

Sulla facciata laterale, si apre uno dei portali più belli del romanico pugliese, probabilmente costruito in epoca sveva, dalle decorazioni simili a quelle di Santa Maria di Pulsano. All’interno, la chiesa è a tre navate e, nella volta centrale, il piccolo rosone scandisce l’ingresso del sole nel cancro, il solstizio d’estate. Tra le opere più importanti, si trova il pregevole Crocifisso di San Leonardo, forse il più antico tra i numerosi Crocifissi venerati sul Gargano.

Un tipico esempio di architettura romanico-pugliese, con influenze islamiche, è la Basilica di Santa Maria di Siponto. Essa sorge su fondazioni di epoca romana, ma è stata profondamente rimaneggiata nel sec. XIII e successivamente è stata oggetto di restauri (l’ultimo nel 1975), rifiniture e abbellimenti.

A sinistra della chiesa gli scavi hanno messo in luce resti d’una Basilica paleocristiana, a tre navate con abside semicircolare e pavimento a mosaico.

Qui, nel 2016 l’artista Edoardo Tresoldi ha realizzato una spettacolare installazione in rete metallica alta quattordici metri che ricostruisce in 3D l’antica basilica esattamente sopra i suoi resti.

 

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